30 maggio 2018

Intervista al direttore Pariscenti: “la bilateralità?una grande sfida!”

Il ruolo degli enti bilaterali è sempre più determinante nel panorama economico e sociale. Le trasformazioni dell’economia di mercato e dei sistemi di welfare hanno imposto la necessità di nuovi strumenti terzi. Gli enti bilaterali garantiscono l’erogazione di servizi concreti per il lavoratore e una maggiore produttività per le imprese. Uno strumento decisivo all’interno di un mercato del lavoro flessibile e frastagliato. Ne parliamo con Matteo Pariscenti, direttore di Ebiten.

La bilateralità è un elemento irrinunciabile nel mercato del lavoro. Perché?

«La bilateralità è lo strumento vincente per armonizzare le diverse esigenze di imprese e lavoratori attraverso strumenti di welfare integrativo e di sostegno al reddito nell’ambito dei contratti collettivi di lavoro. Gli organismi bilaterali servono prioritariamente ad individuare il giusto equilibrio tra le richieste di flessibilità delle imprese e le azioni di tutela dei lavoratori. In questo contesto, attraverso finanziamenti ed erogazione di servizi formativi e reali,  si possono offrire occasioni di crescita per i lavoratori. Si tratta di benefici che investono direttamente la qualità della vita e generano una migliore consapevolezza da parte delle imprese nella gestione dei diritti sindacali».

In che modo la bilateralità interessa la vita delle imprese?

«Oggi l’impresa ha l’esigenza di affrontare con successo le dinamiche di cambiamento per seguire l’evoluzione del mercato e mantenere la competitività. Uno scenario che impone la necessità di avere risorse umane consapevoli delle competenze richieste e disponibili a colmare gli eventuali gap. Allo stesso modo il lavoratore deve poter partecipare fattivamente all’evoluzione aziendale, sentendosi parte di un progetto vantaggioso e gratificante, immaginando la vita lavorativa come un’opportunità di crescita e maturazione. L’ente bilaterale si fa garante per entrambe le parti e il suo ruolo è pertanto fondamentale nel funzionamento del meccanismo domanda-offerta. Ebiten, a tal proposito, è inserito nell’albo informatico del Ministero del Lavoro tra gli operatori abilitati all’ “Attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro” ed opera a favore dell’incremento dell’occupazione. La bilateralità rappresenta oggi un importante strumento di partecipazione sociale proprio perché concorre a realizzare, tramite la contrattazione collettiva, una società autenticamente democratica».

Quali servizi offre l’Ebiten?

«Le azioni sono diverse e riguardano la salute e la sicurezza sul lavoro con i conseguenti benefici economici e sociali per le imprese e i lavoratori, la certificazione dei contratti di lavoro, la formazione degli apprendisti attraverso il monitoraggio e il rilascio del parere di conformità, gli sportelli per le dimissioni on-line e l’assistenza contrattuale. Ebiten fornisce anche la possibilità per gli imprenditori, gli amministratori, i professionisti e i lavoratori autonomi di beneficiare dei servizi che di norma sono riservati solamente ai lavoratori subordinati».

Quali sono le prospettive per il futuro?

«C’è molto lavoro da fare. Abbiamo stabilito un programma rigoroso ai fini dello sviluppo dell’Ebiten. Entro la fine del 2018 saranno attive le articolazioni territoriali in tutte le regioni italiane. Vogliamo espanderci in modo capillare. L’obiettivo è quello di diffondere i nostri servizi al maggior numero di lavoratori e imprese avvalendoci delle territorialità che, con loro, hanno un rapporto costante e reale. Una strategia che non può prescindere da una stretta collaborazione con i soggetti istituzionali coinvolti: Regioni, Province, INAIL, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, INPS. Al binario istituzionale ne affiancheremo un altro necessariamente più pragmatico, fornendo servizi fondamentali soprattutto per quelle unità produttive di piccole e piccolissime dimensioni che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo italiano. È tramontata l’era dei grandi distretti industriali, l’economia del Paese si fonda soprattutto sulle micro, piccole e medie imprese e il ruolo degli enti bilaterali è destinato a diventare strategico e di vitale importanza. Si tratta di un mondo articolato e rivolto al cambiamento dove nascono nuove mansioni con le relative esigenze contrattuali. Un mercato del lavoro fluido, altamente dinamico e competitivo non può che riconoscere nella bilateralità la via maestra per conciliare gli obiettivi dell’impresa e dei dipendenti in un’ottica di armonizzazione tra lavoro e famiglia. Una missione che può essere svolta solo da un organismo bilaterale che si misura in modo concreto ed immediato con le sfide più aggiornate nel mercato del lavoro».

 

Matteo Pariscenti, dottore in giurisprudenza. Direttore di Ebiten.