30 agosto 2017

Indagine Doxa-Edenred sul welfare aziendale in Italia

L’indagine Doxa-Edenred sullo stato del welfare aziendale in Italia la quale ha dimostrato che, non solo le imprese, ma anche i dipendenti ci credono. Ad esprimere maggior fiducia sono le fasce di età più giovani (18-19 anni e 30-39 anni) e quella più adulta (50-65 anni). Tra i servizi ritenuti più interessanti dai dipendenti ci sono, in particolare, le agevolazioni commerciali e i buoni spesa, la flessibilità dell’orario e dell’organizzazione del lavoro, il welfare contrattuale e i servizi alla persona ed ai familiari. Quali sono le buone pratiche da seguire?

Il welfare aziendale sembra funzionare sempre di più e molte sono le aziende che – anche grazie all’aiuto del Legislatore che ha previsto vantaggi economici, fiscali e contributivi per il datore di lavoro, a prescindere dal possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva – sviluppano piani di welfare per i propri dipendenti.

Da notare che le aziende che già non ne erano a conoscenza perché non avevano esperienza nel campo (ci sono infatti grandi aziende che al welfare hanno creduto da molto tempo prima che in Italia fossero previste agevolazioni di varia natura) così facendo stanno scoprendo che non solo lo stipendio può servire a “retribuire” il lavoratore, ma aumentare il suo potere di acquisto permettendogli di accedere ad un paniere di servizi di welfare a condizioni migliori rispetto ad un acquisto fatto direttamente, coccolarlo e gratificarlo, lo stimola ad essere più produttivo e partecipativo, oltre a fidelizzarlo.

Per non parlare dei vantaggi che portano i nuovi modelli di organizzazione del lavoro e degli orari di lavoro che permettono di conciliare vita-lavoro.

L’indagine Doxa-Edenred 2016

L’indagine Doxa-Edenred 2016 sullo stato del welfare aziendale in Italia ha dimostrato che, non solo le aziende, ma adesso anche i dipendenti credono nel welfare e quelli che esprimono maggior fiducia sono le fasce di età più giovani (18-19 anni e 30-39 anni) e quella più adulta (50-65 anni), anche se in realtà quello che fa la differenza è la qualità ed utilità del paniere messo a disposizione dei lavoratori: se il servizio non è di buona qualità o non serve, non viene valutato certo positivamente.

Tra i servizi ritenuti più interessanti dai dipendenti troviamo, in ordine decrescente:

  • agevolazioni commerciali e buoni spesa;
  • flessibilità dell’orario e dell’organizzazione del lavoro;
  • welfare contrattuale (es: copertura sanitaria estesa anche ai familiari e sostegno al reddito in caso di perdita del lavoro);
  • servizi ai figli dei dipendenti (es: acquisto di libri scolastici, pagamento delle rette scolastiche, corsi estivi, ecc.);
  • servizi alla persona ed ai familiari (es: navetta aziendale per il trasporto da e per il luogo di lavoro, car sharing e car pooling );
  • servizi alla persona (es: assistenza a familiari anziani e non autosufficienti, badanti, colf e baby sitter).