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Intermediazione e sportello dimissioni telematiche

Ebiten opera a favore dell’incremento dell’occupazione e per tale motivo è soggetto accreditato nell’albo informatico del Ministero del Lavoro fra gli operatori abilitati all’ “Attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro” ex art. 6 D.Lgs 276/2003 dal 20/06/2014.
Il codice intermediario attribuito dal Ministero del Lavoro è il seguente: D142S014146

L’elenco completo delle Agenzia per il Lavoro è visionabile sul portale pubblico per il lavoro-cliclavoro.

Gli interessati possono inviare gratuitamente i propri C.V. all’indirizzo mail info@ebiten.it, specificando nell’oggetto della mail la dicitura “intermediazione al lavoro-RICHIESTA ISCRIZIONE BANCA DATI” e autorizzare contestualmente il trattamento dei dati personali ex. D.Lgs. 196/03.

DIMISSIONI TELEMATCHE – breve sintesi e procedura

Dal 12 marzo 2016  è operativa la nuova procedura per la comunicazione delle dimissioni e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Tra i soggetti abilitati, individuati dalla norma, che possono compilare il modello per conto del lavoratore ci sono anche gli enti bilaterali tra cui l’EBITEN.

Il lavoratore deve compilare in autonomia il modello telematico da trasmettere al datore di lavoro tramite posta elettronica, anche certificata, ed alla Direzione territoriale del lavoro competente o, in alternativa, rivolgersi a soggetti terzi che possano garantire la regolarità del procedimento. Il mancato utilizzo della procedura comporterà l’inefficacia di ogni altra forma di comunicazione delle dimissioni o del recesso.

L’articolo 26 del D.lgs. 151/2015, attuativo del Jobs Act, ha introdotto la procedura obbligatoria. La norma di per sé non rappresenta una novità nell’ordinamento poiché, ricalca quanto già previsto dalla l. 188/2007, successivamente abrogata dal dl. 112 convertito con l. 133/2008.

Anche la nuova formulazione normativa, come le precedenti, prevede una procedura rinforzata il cui intento è quello di garantire l’effettiva volontarietà delle dimissioni e della consensualità del recesso dal contratto di lavoro.

Una ulteriore salvaguardia a garanzia del lavoratore, è la possibilità di revocare le dimissioni o il recesso entro 7 gg dalla trasmissione del modulo. Anche la volontà di revoca deve essere comunicata tramite la nuova procedura.

La nuova procedura deve essere applicata per le dimissioni o recessi che si verificheranno a partire dal 12 marzo 2016 e non deve essere applicata per gli eventi che si sono verificati prima di questa data.

Procedura obbligatoria

Per poter attuare la previsione normativa, si è resa necessaria l’emanazione di un decreto ministeriale che definisse le modalità tecniche ed il contenuto del modello di dimissione o recesso. Il regolamento, DM Lavoro del 15 dicembre 2015 (pubblicato nella GU dell’11 gennaio 2016), prevede due possibili modalità di comunicazione per le quali è obbligatorio accedere al portale internet www.lavoro.gov.it.

Il lavoratore:

– compila in autonomia il modello telematico che viene trasmesso al datore di lavoro tramite posta elettronica, anche certificata, ed alla DTL competente. In questa ipotesi deve essere stata effettuata l’abilitazione ai servizi telematici dell’INPS che prevedono il possesso del PIN. In assenza, l’abilitazione deve essere effettuata esclusivamente dal lavoratore dal portale www.inps.it

si rivolge ad uno dei soggetti abilitati come l’EBITEN prendendo contatti all’indirizzo mail info@ebiten.it , obbligati ad accertare l’identità del lavoratore, i quali provvedono alla compilazione del modulo di dimissione o di recesso e ne curano la trasmissione con le proprie credenziali tramite il servizio cliclavoro.

Si prega di recarsi alle Sedi di EBITEN muniti di:

• CARTA DI IDENTITÀ REGOLARMENTE VALIDA

• CODICE FISCALE

• COPIA BUSTA PAGA PER AVERE LA DATA ESATTA DI ASSUNZIONE E PIVA DATORE DI LAVORO

• MAIL/PEC AZIENDA

• MAIL LAVORATORE

Il lavoratore si può rivolgere a qualsiasi soggetto abilitato del territorio nazionale indipendentemente dal luogo nel quale si svolge il contratto di lavoro che vuole interrompere.

Il modello sarà numerato in modo automatico e univoco dal servizio telematico e conterrà anche la data dell’invio (marca temporale). Per i rapporti di lavoro iniziati prima dell’anno 2008 è necessario conoscere i dati relativi al rapporto in essere che devono essere inseriti nelle sezioni “2 e 3” mentre per quelli iniziati dall’anno 2008 sarà sufficiente il codice fiscale del datore di lavoro e scegliere il rapporto di lavoro da cessare. È, in ogni caso, indispensabile conoscere un indirizzo di posta elettronica del datore di lavoro nel quale verrà inviato il modulo di dimissione o di recesso.

Il mancato utilizzo della procedura comporterà l’inefficacia di ogni altra forma di comunicazione delle dimissioni o del recesso.

Casi di non applicabilità

La procedura deve essere utilizzata nei casi di:

– dimissioni durante la maternità/paternità poiché regolati da norme specifiche già esistenti

– lavoro domestico

– procedura di conciliazione

– durante il periodo di prova come previsto nei CCNL (art. 2096 C.C.)

– pubbliche amministrazioni.

Nessun intervento del datore di lavoro

Sia la norma base, sia il regolamento di attuazione che la circolare del Ministero del lavoro n. 12 del 2016, non prevedono interventi da parte del datore di lavoro che prenderà atto delle comunicazioni, dimissioni o recesso e revoca, che riceverà nella propria cesella di posta elettronica.

In assenza di espliciti riferimenti, i 7gg di tempo entro i quali può essere effettuata la revoca non incidono sul periodo di preavviso che decorre dal giorno delle dimissioni o recesso. Si deve osservare che la revoca è unicamente una condizione di tutela del lavoratore dimissionario o che abbia receduto.

Per quanto concerne il regime sanzionatorio, oltre alla inefficacia della comunicazione irrituale, il datore può essere passibile di una sanzione minima di € 500 fino a 30.000 qualora alterasse i moduli.


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Ultime News

13-10-2017
lavoratori autonomi – Collegato fiscale: taglio dei contributi al 50%
In arrivo, con il Collegato fiscale alla legge di Bilancio per il 2018, nuove misure di alleggerimento del costo del lavoro anche autonomo. Allo studio del Governo infatti c’è l’ipotesi di una riduzione del 50 per cento dei contributi dovuti dai “giovani” lavoratori autonomi nei primi anni di attività, probabilmente tre. La misura favorisce i forfettari iscritti alla Gestione separata INPS e privi di Albo e di Cassa. Il taglio della contribuzione previdenziale per tali professionisti, oltre a favorire l’avviamento di nuove attività, garantirebbe una maggior equità al sistema previdenziale. Occorre, però, fare attenzione: la riduzione dei contributi non deve penalizzare l’anzianità contributiva dell’iscritto alla Gestione. Il maxi-decreto fiscale che accompagnerà la legge di Bilancio 2018 dovrebbe prevedere misure di alleggerimento del costo del lavoro, anche autonomo. I tecnici del Governo stanno, infatti, valutando le risorse che sarebbero necessarie per una riduzione del 50 per cento dei contributi dovuti dai lavoratori autonomi nei primi anni di attività, probabilmente tre. La misura si affiancherebbe al programmato sgravio del 50 per cento che dovrebbe essere riconosciuto in caso di assunzione a tempo indeterminato di giovani fino a 29 anni. Sembra essere infatti tramontata l’ipotesi di innalzare la soglia di età a 32 anni, e i 29 anni saranno probabilmente anche il limite per il riconoscimento della riduzione dei contributi per i lavoratori autonomi.

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